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Il mio amico Andrea Energy

Andrea Energy e il Daddo compagni di squadra nel triathlon Irondelta di Lido delle Nazioni di... settembre 2010!

Oggi vi voglio parlare di Andrea Energy Zavaglia. Del mio amico Andrea, del mental coach e trainer EKIS Andrea, del capitano della Cantera Andrea…

Lui per me è da tanti anni un amico. E sin dall’inizio mi è arrivato forte e chiaro quel che pensavo di lui, proprio per questo suo modo di essere diretto come un dritto di Tyson.

Mentre ci parlavo, sorridevo tra me e me e pensavo: questo qui è proprio matto, è simpatico e instancabile, e a volte è anche di primo acchitto incomprensibile.

Devo dire che ci siamo conosciuti taaanti anni fa, pur essendo tuttora entrambi giovani e aitanti. Eravamo triatleti (io lo sono ancora, nel corpo e nell’animo, lui solo nell’animo). E che triatleti!

La cosa che ricordo chiaramente sin dall’inizio del nostra rapporto è che Andrea mi ha sempre dimostrato cosa significa per lui l’amicizia: disponibilità estrema e senza condizioni.
Proprio come piace a me!

Ha cominciato il suo “lavoro” per portarmi a vedere la meraviglia dell’#ekisfamily rispettando i miei tempi, in maniera davvero leggera (da modellare!).

E allo stesso tempo, quando è stato il momento di “affondare il colpo”, mi ha fatto percepire l’importanza di quello che sarebbe stato quel Beautiful Day di febbraio 2016.

Ho chiesto anche a cocci di esserci e di venire a vivere insieme questa giornata, lo sentivo dentro di me che sarebbe successo qualcosa di “strano”, anche se non potevo immaginare le dimensioni di questa magnifica stranezza.

Una stranezza che dentro di me stavo ricercando: avevo da tre anni cominciato il mio percorso buddista e il mio mantra era “ogni giorno ricerco la mia felicità”.

E proprio quel giorno, in maniera giusta, sana e bellissima, siamo stati noi a stupire Andrea: fulminati sin dal primo speach di Livio, abbiamo sentito nell’anima la nostra chiamata e ci siamo tuffati sulla promo del Da Zero a Dieci.

E poi tutto d’un fiato, al termine del primo giorno di corso, ci siamo fermati a Professione Coaching e ci abbiamo messo un secondo per decidere: ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti “ok sti soldi ORA non li abbiamo, ma oggi noi cominciamo il nostro percorso MIC e i soldi arriveranno!”.

I soldi sono arrivati, non c’era dubbio!
Ma quello che è arrivato non sono i soldi per pagare il percorso del Master in Coaching. E’ arrivato molto di più, è arrivato un tesoro, anzi uno scrigno prezioso ricolmo di stupore e meraviglia e di mille situazioni che rappresentano la vita vera, da sentirti addosso e dentro in tutte le sue sfaccettature.

Sì, amo essere grato, stupirmi e meravigliarmi di quello che di bello ci accade ogni giorno e amo fare fatica, senza paura, per raggiungere l’obiettivo, anzi gli obbiettivi, uno dopo l’altro, con la sosta per goderne e poi pronti a ripartire.

Cocci mi sta illuminando, donna coraggiosa e capace di arrivare dove vuole, soprattutto a riscaldare il cuore delle persone che hanno la fortuna di incontrarla.

Spesso è doppiamente dura remare, ma la soddisfazione quando arriviamo dall’altra parte e conquistiamo un pezzo di nuovo mondo è incommensurabile.

Insomma, già poter condividere questo percorso con lei è… PAZZESCO!

E ora Andrea ci ha permesso di cogliere la possibilità di moltiplicare questa incontenibile voglia di vivere con delle persone luccicanti, la famiglia Cantera.
Che dire se non GRAZIE?!!

Ripenso ad Andrea, il nostro capitano e penso a due cose:
buona fortuna, che mi sono andato a prendere e mi merito;
– e gratitudine, che è sempre una figata provarne a pacchi.

Quello che penso di Andrea ora?
E’ sempre lui, è il mio AMICO matto, simpatico e instancabile, a volte anche di primo acchitto incomprensibile.
O meglio, ora l’ho capito bene, è capace spesso e volentieri di spiazzarti e lo fa sempre con lo scopo di buttarti giù un altro muro e facilitarti il cammino.
Sta a te capirlo e cogliere l’opportunità.

Cazzo di coach cazzuto! Ispirazione a palla!

Lui è proprio così, è capace di donarsi in maniera incondizionata e chiunque al mondo vorrebbe e anzi dovrebbe avere un amico come lui.

Giaggià, lo sai e te lo ridico con forza…

Ti voglio bene Andrea!


Daddo e Andrea

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